Attualità in Senologia 2006



In questa sezione vengono pubblicati articoli di attualità in senologia.

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Indice delle news 2006

1 - Dormire poco è un fattore di rischio di tumore del seno? (Studio su un campione di infermiere che fanno il turno di notte )
2 - Può essere evitata la dissezione ascellare nelle donne anziane ?
3 - Attenzione ai rimedi naturali che riducono l’efficacia della chemioterapia
4 - L’assunzione di soia riduce il rischio di tumore al seno ?
5 - Lo sport fa bene al seno, ma serve un corretto sostegno (reggiseno sportivo)
6 - Osteoporosi in pazienti trattate con inibitori dell’aromatasi (Letrozolo,Anastrozolo…..)
7 - Asimmetria mammaria e tumore del seno
8 - Esistono tumori del seno non aggressivi?
9 - Attenzione alle informazioni promozionali sui nuovi medicinali fornite dalla industrie farmaceutiche.
10 - La dieta di tipo occidentale aumenta la mortalità in affette da carcinoma
11 - Il consumo di caffè riduce il rischio di tumore al seno familiare ?
12 - Alimenti ad alto indice glicemico innalzano il rischio di carcinoma mammario
13 - Una dieta a basso contenuto di grassi non riduce il rischio. ?
14 - I deodoranti sono cancerogeni ?
15 - Le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore
16 - La vitamina D attraverso l’esposizione solare riduce il rischio di tumore.
17 - Acido zelodronico e inibitori aromatasi
18 - Mastecomia bilaterale profilattica e qualità della vita
19 - Diminuisce con gli anni il programma di follow-up della mammografia
20 - La gravidanza riduce rischio in donne affette con mutazioni BRCA
21 - Più vantaggioso lo screening con Risonanza Magnetica in mutazioni BRCA1
22 - Seno voluminoso e aumento del rischio
23 - Protesi mammarie e rischio
24 - Rischio dei tecnici di radiologia
25 - Statine e rischio
26 - Contraccettivi orali e rischio
27 - Cisti ovariche benigne riducono il rischio
28 - Storia personale o familiare di tumore al seno e aumento del rischio di tumore ovarico
29 - Elevata densità ghiandolare mammaria e aumento del rischio
30 - AIDS e riduzione del rischio
31 - Cadmio e aumento del rischio
32 - Radiografie del torace aumentano il rischio in donne con mutazioni BRCA
33 - When mastectomy becomes inevitable: The nipple-sparing approach

 

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1-Dormire poco è un fattore di rischio di tumore del seno? (Studio su un campione di infermiere che fanno il turno di notte ).

E’ la conclusione di uno studio apparso su Epidemiology nel mese di gennaio. Questa ricerca viene dopo diverse altre ed in particolare dopo uno studio rigoroso pubblicato nel settembre scorso su European Journal of Cancer che aveva concluso che le donne che lavorano di notte presentano un aumento del rischio di tumore del seno.
In questo studio veniva indicato come indiziato numero uno la carenza di melatonina. L’ipotesi prospettata è che, dormendo poco, si produce una quantità inferiore di melatonina, e questo fenomeno farebbe mancare un segnale fondamentale per il controllo delle cellule tumorali maligne.
Lo studio pubblicato a gennaio 2006 ha esaminato un campione di infermiere che, per lavoro, alcune volte alla settimana non dormono di notte. Oltre centomila le donne che la Harward Medical School di Boston ha osservato dal 1989. Nell’arco di 12 anni più di 1300 donne hanno sviluppato un tumore al seno.Tra queste le infermiere che da più di 20 anni facevano turni di notte, hanno avuto una maggiore incidenza di tumore al seno rispetto a chi di turni ne aveva fatti meno oppure niente.
L’ipotesi che la melatonina possa svolgere un ruolo protettivo è stata confermata da un gruppo di scienziati americani che hanno dato la prima dimostrazione in vivo degli effetti della melatonina su tumori sperimentalmente indotti nell’animale. L’infusione di sangue prelevato da donne che avevano fatto una buona dormita, e quindi ricco di melatonina, in animali affetti da tumori al fegato o alla mammella, aveva avuto un significativo effetto (rallentamento-arresto) sulla crescita tumorale.
L’opposto di quello che è accaduto trasfondendo sangue povero di melatonina prelevato dalle stesse donne che di notte sono state svegliate e sottoposte a luce brillante per novanta minuti.

2- Può essere evitata la dissezione ascellare nelle donne anziane ?

In attualità in senologia 2005 avevamo già riportato alcuni dati, che nel 2006 sono stati riconfermati da analoghi studi apparsi su Journal of Clinical Oncology, secondo i quali è dimostrato che in donne anziane con linfonodi ascellari clinicamente negativi, la dissezione ascellare può essere evitata, consentendo un miglioramento della qualità della vita senza nel contempo compromettere la possibilità di sopravvivenza a lungo termine.
Contemporaneamente su Cochrane Database of Systematic Reviews, è apparso uno studio secondo il quale in donne di 70 anni e più, la terapia chirurgica, con o senza ormonoterapia, consente di ottenere risultati clinici migliori rispetto al solo trattamento endocrino

3-Attenzione ai rimedi naturali che riducono l’efficacia della chemioterapia

Secondo uno studio dell’Università di Manchester una donna su due, in cura per tumore della mammella, fa ricorso a terapie complementari non convenzionali per alleviare gli effetti collaterali della chemioterapia.
In Europa questo problema riguarda una donna su tre e in Italia una su quattro. In testa ai rimedi alternativi l’omeopatia, la fitoterapia, e l’agopuntura.
Questi dati sono emersi alla V conferenza europea sul tumore della mammella (Nizza ,marzo 2006). Secondo Pierfranco Conte direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia “la ricerca del benessere è un diritto del paziente : l’importante è non affidarsi al > fai da te< indiscriminato, ma parlare con il proprio oncologo quando si intende assumere qualsiasi preparato.
Spesso si ritiene che un prodotto non chimico faccia bene a prescindere. Al contrario le sostanze di origine vegetale possono essere tossiche, causare gravi interazioni o reazioni allergiche”.
E’ il caso dell’aloe di cui ultimamente si parla per le presunte proprietà antitumorali :”alcune sostanze presenti nella pianta- spiega Francesco Cognetti direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma – riducono l’efficacia della chemioterapia.”

4-L’assunzione di soia riduce il rischio di tumore al seno ?

Uno studio apparso sul Journal Natl.Cancer Inst. conferma che una dieta ad elevato contenuto in soia è associata ad una lieve riduzione del rischio di tumore mammario. Purtroppo occorre osservare che è prematuro raccomandare una dieta di tal genere a scopi preventivi perché recentemente altri studi hanno suggerito che i costituenti della soia sono estrogeni e quindi POTENZIALMENTE rischiosi.
E’ necessaria quindi ancora una ulteriore rigorosa verifica e rivalutazione dei dati epidemiologici prima di poter dare raccomandazioni appropriate in merito, soprattutto per le donne che hanno già avuto in passato la malattia o che sono ad alto rischio per ragioni di familiarità.

5- Lo sport fa bene al seno, ma serve un corretto sostegno (reggiseno sportivo)

Nel 2005 in “attualità in senologia” abbiamo riportato diversi lavori che mettevano in grande risalto l’importanza dello sport e dell’attività fisica nella prevenzione del tumore del seno. Anche correre quindi è una arma di prevenzione, ma occorre indossare un reggiseno contenitivo.
Alcuni ricercatori dell’Università di Portsmouth, studiando tridimensionalmente il movimento delle mammelle durante la corsa, hanno osservato che ogni seno compie spostamenti in media di 9 cm ad ogni passo compiuto e che per ogni miglio (oltre 1 km e mezzo) , il seno rimbalza per circa 135 metri !!!
Poiché ogni seno pesa, mediamente, tra i 200 e i 300 grammi, le conseguenze di questi movimenti possono dar luogo a dolorosi stiramenti e irreversibili danni antiestetici, come conseguenza dello stress cui sono sottoposti la pelle di rivestimento ed i tessuti connettivi di questa parte del corpo ,conosciuti come i “legamenti di Cooper”.
Adottando un classico reggiseno si riducono i rischi del 38 %. Adottando un reggiseno di tipo sportivo si riducono i rischi addirittura del 78 %. I reggisen sportivi adatti sono conosciuti sotto la sigla “shock absorber” e ne esistono di diverso tipo.

6- Osteoporosi in pazienti trattate con inibitori dell’aromatasi (Letrozolo,Anastrozolo…..)

Nel corso del V Congresso European Breast Cancer tenutosi a Marzo a Nizza in Francia, alcuni Autori inglesi hanno presentato uno studio secondo il quale l’utilizzo precoce di ACIDO ZOLEDRONICO (un nuovo bifosfonato per impiego endovenoso) sia in grado di prevenire la perdita di massa ossea in pazienti con carcinoma mammario trattale con inibitori dell’aromatasi (Letrozolo, Anastrozolo, Vorozolo, Examestane ).

7-Asimmetria mammaria e tumore del seno

Su Breast Cancer Research Autori dell’Università di Liverpool presentano i dati di uno studio secondo il quale una ASIMMETRIA MAMMARIA costituisce un fattore di rischio del carcinoma mammario

8-Esistono tumori del seno non aggressivi ?

Secondo alcuni Autori svedesi su British Medical Journal ben il 10 % dei tumori mammari diagnosticati attraverso lo screening mammografico, in donne di età compresa tra i 55 e i 69 anni che probabilmente NON avrebbe dato segno di sé nel corso della vita restante della paziente.

9-Attenzione alle informazioni promozionali sui nuovi medicinali fornite dalla industrie farmaceutiche

Non solo i pazienti , ma soprattutto i medici devono stare attenti al materiale fornito dalle industrie farmaceutiche che promuovono un nuovo farmaco. Tre brochure su 20 riportano infatti dati inesatti, diversi dai risultati degli studi originali.
L’invito quindi è quello di “andare alla fonte”. Da una indagine promossa da Roberto Caldarelli dell’University of North Texas Health Science Center, risulta che 15 su 20 studi erano risultati validi ma ben 16 erano stati finanziati dall’industria farmaceutica produttrice del farmaco.

  10) - La dieta di tipo occidentale aumenta la mortalità in affette da carcinoma

E’ l’opinione di autori californiano espressa sul Journal of Clinical Oncology.

  11) - Il consumo di caffè riduce il rischio di tumore al seno familiare ?

Questa la sorprendente conclusione di autori canadesi (I. J.of Cancer) secondo i quali il consumo è associato ad un minor rischio nelle donne con familiarità e mutazioni dei geni BRCA.

  12) - Alimenti ad alto indice glicemico innalzano il rischio di carcinoma mammario

Secondo uno studio italiano dell’Istituto Mario Negri di Milano , innalzando i livelli ematici insulinici e dei fattori di crescita insulino-simili, si ha un aumento del rischio di carcinoma mammario (Annali of Oncology).

  13) - Una dieta a basso contenuto di grassi non riduce il rischio ?

Sorprendentemente uno studio su JAMA statunitense sostiene che una dieta a basso contenuto di grassi, nelle donne in pot-menopausa, non riduce il rischio di tumore mammario in modo significativo.

  14) - I deodoranti sono cancerogeni ?

Uno studio britannico (J.of Applied Toxicology) mette in guardia sull’uso dei metalloestrogeni contenuti ad esempio in molti deodoranti ascellari e che possono esercitare un effetto stimolante sul tessuto ghiandolare mammario con la conseguenza di un aumento del rischio.

  15) - Le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore

Autori americani e svedesi lo sostengono in uno studio pubblicato su J.of the National Cancer Institute.

  16) - La vitamina D attraverso l’esposizione solare riduce il rischio di tumore.

Secondo autori canadesi l’esposizione solare in età giovanile o tutte le condizioni (assunzione alimentare) che determinano una elevata disponibilità della vitamina D, è in grado di prevenire significativamente il tumore della mammella. Questo studio è stato riconfermato da un altro studio statunitense nel 2007 (American Journal of Epidemiology), riconfermando l’azione protettiva della vit D, ma solo nelle donne di pelle chiara.

  17) - Acido zelodronico e inibitori aromatasi

Breast cancer therapy and bone - Nel corso della 5th European Breast Cancer Conference, tenutasi a Nizza, in Francia, sono stati presentati i risultati di uno studio di autori britannici, secondo il quale l'utilizzo precoce di acido zoledronico è in grado di prevenire la perdita di massa ossea in pazienti con carcinoma mammario trattate con inbitori dell'aromatasi

  18) - Mastecomia bilaterale profilattica e qualità della vita

Secondo gli autori di uno studio statunitense pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, le donne con carcinoma mammario unilaterale sottoposte ad asportazione profilattica della mammella controlaterale a distanza di anni sono contente della propria decisione e presentano una buona qualità di vita.

  19) - Diminuisce con gli anni il programma di follow-up della mammografia

Autori della Università del Massachusetts di Worrchester, negli Stati Uniti, affermano sulla rivista Cancer che, in donne operate per tumore al seno, l'aderenza ad un corretto programma di follow-up, con esecuzione annuale di una mammografia, diminuisce progressivamente con il passare degli anni.

  20) - La gravidanza riduce rischio in donne affette con mutazioni BRCA

In donne di età superiore ai 40 anni con mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, precedenti gravidanze riducono il rischio di sviluppo di un carcinoma mammario, secondo quanto affermato da uno studio francese pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.

  21) - Più vantaggioso lo screening con Risonanza Magnetica in mutazioni BRCA1

Una ricerca di autori californiani pubblicata su JAMA sostiene che lo screening con Risonanza Magnetica Nucleare Mammaria presenta un rapporto costi/benefici più vantaggioso nelle pazienti portatrici di mutazioni del gene BRCA1 che in quelle con mutazioni del gene BRCA2.

  22) - Seno voluminoso e aumento del rischio

Le donne con seni voluminosi presentano, rispetto a quelle con seni di piccole dimensioni, un rischio più elevato di sviluppare in premenopusa un carcinoma della mammella, secondo quanto sostenuto da autori statunitensi in una ricerca comparsa sull'International Journal of Cancer

  23) - Protesi mammarie e rischio

L'impianto di protesi mammarie a fini cosmetci non è associato ad un aumentato rischio di sviluppare nel tempo carcinomi del seno, secondo quanto sostenuto da autori canadesi sull'International Journal of Cancer.

  24) - Rischio dei tecnici di radiologia

Un team di autori statunitensi afferma, sulla rivista Cancer, che le donne che in decenni passati hanno svolto l'attività di tecnici di radiologia sono esposte ad un rischio maggiore di sviluppare un carcinoma mammario, ma che tale rischio non risulta significativamente aumentato in coloro che svolgono attualmente tale attività

  25) - Statine e rischio

Le statine idrofobiche (simvastatina, lovastatina, fluvastatina) sono in grado di ridurre il rischio di sviluppare un carcinoma mammario, secondo quanto sostenuto da un articolo statunitense comparso sul Journal of the National Cancer Institut

  26) - Contraccettivi orali e rischio

Secondo quanto affermano ricercatori statunitensi sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, l'uso di contraccettivi orali, in particolare nel periodo antecedente la prima gravidanza a termine, determina un incremento della probabilità di manifestare un carcinoma mammario in donne in premenoipausa.

  27) - Cisti ovariche benigne riducono il rischio

Uno studio europeo, pubblicato sull'International Journal of Cancer e coordinato dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano, afferma che le pazienti con cisti ovariche benigne presentano un rischio significativamente minore di sviluppare un carcinoma mammario

  28) - Storia personale o familiare di tumore al seno e aumento del rischio di tumore ovarico

Autori statunitensi affermano su Cancer che le donne con storia familiare o personale di carcinoma mammario presentano un rischio maggiore di sviluppare una neoplasia delle ovaie nel corso della propria esistenza

  29) - Elevata densità ghiandolare mammaria e aumento del rischio

Una elevata densità ghiandolare all'esame mammografico è correlata ad un aumentato rischio di sviluppare un carcinoma mammario, secondo quanto sostenuto da ricercatori statunitensi sul Journal of the National Cancer Institute

  30) - AIDS e riduzione del rischio

Le donne affette da AIDS presentano un rischio ridotto di ammalarsi di carcinoma della mammella, in base a quanto sostenuto da autori statunitensi in uno studio epidemiologico comparso sul British Journal of Cancer.

  31) - Cadmio e aumento del rischio

Elevati livelli urinari di cadmio, un metallo pesante ad azione probabilmente estrogeno-simile, sono associati ad una aumentata probabilità di ammalarsi di carcinoma mammario, secondo quanto affermato sul Journal of the National Cancer Institute da autori statunitensi.

  32) - Radiografie del torace aumentano il rischio in donne con mutazioni BRCA

Uno studio multicentrico comparso sul Journal of Clinical Oncology sostiene che, in donne con predisposizione familiare al carcinoma mammario per mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, le radiografie del torace possono aumentare il rischio di sviluppo di neoplasie del seno.

  33) - When mastectomy becomes inevitable: The nipple-sparing approach

The preservation of the nipple areola complex (NAC) could improve the quality of life in cases of mastectomy. A novel radiosurgical treatment combining subcutaneous mastectomy with intraoperative radiotherapy is proposed. Three hundred nipple-sparing mastectomies (NSM) were performed. Invasive (58%) and in situ (42%) carcinomas were included. Clinical complications, aesthetic results, oncological and psychological results were recorded.
The NAC necrosed totally in 10 cases and partially in 29 and it was removed in 12. Nine infections (3%) were observed and 10 prostheses removed. Good results were rated by 82.3% of the patients and by 84.8% of the surgeons. In 7.5% a radiodystrophy was observed. The sensitivity of the NAC recovered partially in 48%. Two local recurrences occurred outside the radiated field. Overall, we observed three metastases and no deaths. Sixty-eight of the patients were satisfied with their reconstructed breast and 85.5% were satisfied having preserved the NAC.

Reprinted from The Breast, December 2005, Vol 14, Issue 6: J.Y. Petit, U. Veronesi, A. Luini, R. Orecchia, P.C. Rey, S. Martella, F. Didier, F. De Lorenzi, M. Rietjens, C. Garusi et al.: "When mastectomy becomes inevitable: The nipple-sparing approach ", Pages 527-531, Copyright 2005, with permission from Elsevier.

Multicentric Breast Cancer and Sentinel Node Biopsy Comment on article published in The Journal of Clinical Oncology: Knauer M et al.: "Multicentric Breast Cancer: A New Indication for Sentinel Node Biopsy-A Multi-Institutional Validation Study", J Clin Oncol. 2006 Jul 20;24(21):3374-80

As the main conclusion in our paper multicentric breast cancer constitutes a new indication for SNB only without axillary dissection. Our studies and the work of Goyal, Tousimis and Layeeque are giving encouraging results for this approach even though the follow-up times are too short for recommending it without adequate quality control.
False negative rates were as low as 3.2% for subareolar dye or radiocolloid injections versus 4.0% for all patients and met the required standards. One point of improvement should be the standardization of the SNB procedure especially in multicentric cancer because in our patients for example the strict concordance of “blue and hot” nodes was only 68 percent which underlines in our opinion the need for combined injections of blue dye and radiocolloid.
The clinical advantage for our patients except the more accurate N-staging in SNB is that every third woman with multicentric cancer benefits from SNB and can at least be spared the morbidity of axillary dissection if not mastectomy.

Michael Knauer
Department of General and Thoracic Surgery, General Hospital, Feldkirch, Austria

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2009


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